FUORI E DENTRO IL BORGO

"Fuori e dentro il borgo" è il primo libro scritto da Luciano Ligabue, uscito nelle librerie italiane a ridosso del successo ottenuto con "Buon compleanno Elvis", ma soprattutto con il doppio cd live "Su e giù da un palco"... si tratta di una raccolta di 43 racconti scritti dal cantante romagnolo in momenti e circostanze diverse... tanto da poterne trovare alcuni che narrano storie bizzarre, legati in qualche modo al buonumore... altri più riflessivi, maggiormente meditativi su problemi e momenti particolari deI Liga ma non solo. Il filo conduttore di tutte le storie raccontate da Ligabue è il borgo, il luogo dove il cantante ha coltivato le prime aspirazioni, dove è cresciuto e al quale è rimasto inevitabilmente legato... la scrittura è quella del racconto popolare, della "storia orale", mentre i protagonisti sono personaggi che riescono in un modo o nell'altro a costruirsi da se il proprio mito, indipendentemente dal fatto che siano compagni di bevute, ragazzi del borgo oppure grandi registi o cantanti!
Emerge la consapevolezza di Luciano che forse senza tutti i personaggi apparentemente "privi di significato", bizzarri ma non necessariamente importanti... probabilmente anche lui stesso ora sarebbe diverso; ed è per questo che il racconto sfuma nel diario e il diario, quando il cantante è lontano dal borgo, ritorna facilmente nel racconto... in un alternarsi di storie "minime" ed altre "tragiche", come l'omicidio del padre di Tito, che stuprava la figlia; la brutta fine di Freccia; quel che è successo alla Cianciulli; il ricordo dello scrittore più famoso del borgo, morto tre piani sopra la casa dell'allora piccolo Luciano. Concludo con una citazione dalla presentazione del libro: 
"Perchè questo è il borgo: racconto e memoria, memoria e racconto, e per questo il cantante sa cosa lo aspetta quando vi torna. Se stesso, lo aspetta. Se stesso, e le strade, la gente, perfino le cose, che lo guardano e lo interrogano non meno delle persone, e i "42 sassi" che gli appartengono di diritto, secondo il rigoroso calcolo fatto da Mandrake e Valvoline in un lungo, noioso pomeriggio invernale".


LA NEVE SE NE FREGA

Un mondo al contrario in cui si nasce già vecchi e la vita consiste nel ringiovanire a poco a poco fino a diventare bambini ed incoscienti. Un mondo in cui non c’è posto per l’imprevisto: tutto è programmato, nessun cambiamento, nessun incidente di percorso, nessuno può morire prima che sia giunta la sua ora. È questo lo scenario del nuovo libro di Luciano Ligabue, il primo romanzo del musicista di Correggio che si è già cimentato nella scrittura con un’antologia di racconti intitolata Fuori e dentro il borgo. Il romanzo è ambientato in un futuro fantascientifico, ma nelle intenzioni dell’autore non nasce come un libro di genere bensì come una storia dedicata a valori senza tempo: l’amore, la vita, il desiderio di procreazione. Sullo sfondo il futuro è l’essenza di una realtà perfetta, e dunque immaginaria, in cui le condizioni di vita sono create in vista di un’unica esigenza: la felicità. I due protagonisti, DiFo e Natura incarnano alla perfezione il Piano Vidor, artefice del sistema in vigore sul pianeta Terra dal 2095. Sono una coppia senza difetti unita artificialmente dalla “nascita”, da settantanove anni lui, da ottantuno lei: innamorati, hanno entrambi un lavoro che li soddisfa, una casa comoda e tecnologica, un mezzo di trasporto a motore e uno aereo, godono di una salute perfetta e frequentano amici affettuosi. La loro esistenza trascorre nell’accettazione di ciò che è stato loro assegnato; persino la dieta alimentare, l’abbigliamento, le opere d’arte e i film visti sull’olovisore domestico sono stabiliti dal programma centrale, una sorta di Grande Fratello orwelliano, che tramite microcamere piazzate ovunque controlla ogni momento, anche i più intimi, della vita di ogni individuo. Questo sistema perfetto, ideato appositamente per esiliare l’incertezza, il dolore, la difficoltà, nasconde però una falla: un’imprevedibile rivalsa della natura e del sentimento fa sì che i due scoprano di essere in grado di procreare. La supina accettazione viene vinta da una sorta di nostalgia biologica che minaccia l’ordine prestabilito...
La neve se ne frega è una riuscita creazione fantastica, che trae vigore da un’ambientazione originale e immaginaria, ma soprattutto dai valori profondamente reali e senza tempo che celebra. Il sentimento d’amore e il desiderio di perpetuare la vita sono i motori di una storia appassionante e non priva di tensione e mistero, che stimola fino all’ultimo la curiosità dei lettori. È infine una dichiarazione d’amore nei confronti di un mondo e di un’umanità non certo perfetta, ma autentica e vibrante di sentimento, divisa tra successi e sconfitte, serenità e preoccupazioni, gioie e dolori.


LETTERE D'AMORE NEL FRIGO

Dopo la raccolta di racconti "Fuori e dentro il borgo" (1997) e il romanzo "La neve se ne frega" (2004), Luciano Ligabue dà alle stampe il suo primo libro di poesie, "LETTERE D'AMORE NEL FRIGO" (prefazione di Nico Orengo), per Giulio Einaudi editore.
Le 77 poesie che compongono la terza fatica letteraria di Luciano segnano un esordio ma, in qualche modo, anche un ritorno al Ligabue delle origini, il Ligabue dei primi album e dei racconti di "Fuori e dentro il borgo" più che del romanzo "La neve se ne frega", il Ligabue che riscopre il gusto di raccontare persone e personaggi.

è l'ennesimo giro del faro | il lavoro d'esser leggero

Per Luciano Ligabue le canzoni non sono poesie in musica. Sono canzoni, un'altra cosa. A maggior ragione, le poesie non sono canoni senza musica. Sono - questo sì - un altro modo di raccontare storie ed emozioni. Queste parole segnano un esordio ma, in qualche modo, anche un ritorno al Ligabue delle origini, il Ligabue dei primi album e dei racconti di Fuori e dentro il borgo più che del romanzo La neve se ne frega, il Ligabue che riscopre il gusto di raccontare persone e personaggi. C'è il padre morente, il figlio che cresce, ma anche la strana insegnante di educazione fisica, e l'antipatico Marzio, c'è "B" che "è tornato | è morto | ma si era sbagliato", c'è la bambina scappata di casa tanto tempo fa. Non solo storie. Una raccolta che alterna analogie e rimandi a improvvisi "intervalli". Poesie che non hanno una morale - ci mancherebbe - ma che non hanno paura ad affermare che nella vita occorre "accettare meraviglia" ed essere, sempre e comunque, come "un paio di farfalle | dure a morire". Testi che riconoscono nei maestri della poesia americana del Novecento un punto di riferimento, dai quali Ligabue - come ogni allievo che si rispetti - si allontana subito. Perchè la sua voce, anche nelle poesie, è inconfondibilmente e solo sua.