RADIOFRECCIA

Radiofreccia di Ligabue ha vinto tre premi durante la 45a edizione del David di Donatello : uno è andato allo stesso Ligabue, quale miglior regista esordiente, un altro a Stefano Accorsi, il protagonista del film, quale miglior attore, un altro infine a Gaetano Carito per il suono in presa diretta.

La Storia: è davvero riduttivo raccontare un film in poche parole ma, a grandi linee, la storia è questa: sono le ventidue del 20 giugno '93. Bruno Iori è al microfono di una piccola radio: Radiofreccia.
La radio è così piccola che non copre bene neanche tutta la provincia ma è riuscita a sopravvivere per quasi diciott'anni all'impossibile concorrenza dei network e delle altre radio.
In realtà Radiofreccia farebbe diciott'anni proprio a mezzanotte ma è proprio Bruno, che l'ha creata, che la vuole chiudere un minuto prima che diventi maggiorenne. 
E allora approfitta di quest'ultima trasmissione per parlare della radio stessa, dei giorni della sua nascita e degli avvenimenti a cui ha assistito. Avrà così modo di parlare di sé, del borgo, dei cambiamenti avvenuti fra il '75 ed il '77, della nascita e del cambiamento delle radio chiamate "libere" e soprattutto delle avventure vissute fra goliardia e tragedie con i suoi quattro migliori amici. 

L'esperienza: Domenico Procacci è un pazzo. Non ci sono dubbi.
Un produttore che chiede ad un cantante (che non ha mai avuto a che fare col cinema) prima di scrivere un film, poi di curarne la colonna sonora e infine (ciliegina) di dirigerlo, non può non essere un pazzo.
A dir la verità si potrebbe discutere della sanità mentale anche del sottoscritto (guardacaso il cantante di cui sopra) visto che la proposta é stata accettata, ma almeno io qualche scusante me la posso giocare. Insomma, provate un po' a pensare: siete degli appassionati di cinema, vi viene proposto di ricavare un film da una vostra raccolta di racconti, quindi di dirigerlo "a casa vostra", nei posti che conoscete così bene.
Cosa rispondete? Certo, potreste dire di no, ma vi lascereste poi stare per il resto della vostra vita? Ammettete, allora, che io le mie attenuanti ce le ho. Ma Domenico Procacci? Lui che attenuanti ha? Nessuna, ve lo dico io.
E' per questo che la sua foto é attaccata ad un muro di casa mia. Sta facendo da bersaglio per le mie freccette da diversi mesi. Gliela sbriciolo per bene.

La sceneggiatura: assieme ad Antonio Leotti sono state grandi battaglie con macro e programmi di scrittura incompatibili e rotture di pc e stampanti dai comportamenti bizzarri e orribili salvaschermo che apparivano non appena stavamo un minuto senza scrivere niente. Però alla fine abbiamo avuto quello che ci eravamo riproposti di ricavare dai miei racconti: - una storia che avesse come argomento centrale la linea d'ombra - nessun utilizzo delle mie pagine biografico-professionali - la possibilità "democratica" che aveva chiunque di aprire una radio negli anni '70 ( e suoi sviluppi in questa storia) come sottotrama - la cattiva informazione e la pericolosissima leggerezza nei confronti dell'eroina (sempre negli anni '70) come ulteriore sottotrama - la messa in scena dei riti non tanto della provincia in generale quanto proprio di Correggio 20-25 anni fa (continuo a ritenere assurdo che una storia debba rappresentare per forza un'epoca, una società, una nazione). - tenere parecchi dei personaggi dei vari racconti per avere una storia quasi corale. In realtà parecchi altri elementi si sono fatti avanti scrivendo. Ogni tanto Domenico Procacci (che è un pazzo) dava un'occhiata ad una delle diverse stesure ed ha fatto finta di niente anche quando ha visto (ad esempio) che avremmo usato un ippopotamo. Mi sa che il fatto che io fossi "nuovo" mi ha dato molta libertà a scrivere delle scene i cui problemi avrei capito solo quando avrei dovuto girarle.

La colonna sonora: In un film in cui la radio ha un ruolo così importante non si poteva trascurare la musica. Oltretutto i gusti musicali dei protagonisti mi avrebbero aiutato a raccontare meglio la loro natura. Allora si è messo in preventivo che il costo dei diritti avrebbe avuto un'incidenza fortissima sul budget. Alcuni grandi autori erano inavvicinabili (nove o dieci pezzi dei loro e se ne sarebbe andato l'intero budget) ma, per il resto, abbiamo grandi canzoni che in buona parte usavano i conduttori delle radio libere come sottofondo all'epoca.
Si va da "Sweet home Alabama" dei Lynyrd Skynyrd a "Black Market" dei Weather Report, da "Jessica" degli Allmann Brothers a "Rebel rebel" di David Bowie, da "Vicious" di Lou Reed a "Love is the drug" dei Roxy Music, da "Werewolves of London" di Warren Zevon a "Passenger" di Iggy Pop, da "Willing" dei Little Feat a "The Year of the cat" di Al Stewart e poi Credence Clearwater Revival e Bachman Turner Overdrive e via ancora.
Ogni tanto Domenico Procacci (che è pur sempre un pazzo) mi faceva vedere quanto costavano i diritti delle varie canzoni. Faceva un po' finta di niente. Io facevo assolutamente finta di niente. La musica scritta da me l'abbiamo registrata un po' ad Atlanta ed un po' nel mio studio. Solo un paio di canzoni ed una serie di pezzi strumentali. Per la prima volta ho suonato la chitarra dobro solista (per il tema) e l'elettrica (sempre solista) per alcune musiche di commento.

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