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Liberamente tratto da un
romanzo di Niccolò Ammaniti ed edito da Einaudi, ecco il film che vede alla sua
prima apparizione cinematografica Gianluca Grignani. L'ambientazione si alterna
tra l'India, precisamente a Madras, nella parte sud-est dell'India, dove si è
girato per circa 4 settimane, e Genova.
Marco Donati (Gianluca Grignani) è un ragazzo genovese con un terribile male
che gli distrugge i polmoni. Nessuno, tranne la madre, sa del suo problema
nemmeno la sua ragazza. È un ittiologo, con la passione per i pesci tropicali,
che lavora all'acquario di Genova, a causa della sua malattia non può partire
per l'India dove dovrebbe costruire un enorme acquario per una signora inglese.
Come in un sogno fantastico però Marco si ritrova in India, dove rincontra
tutte le persone a lui vicine, solo che sembrano diversi da come apparivano
quando era a casa. In questo viaggio surreale incontra l'amore con Livia anche
lei è una persona già conosciuta a Genova, ma qui, è diversa, qui è più
accondiscendente, più libera. Anche Marco è più libero, i suoi problemi ai
polmoni è come se non li avesse mai avuti.
È la storia di una crescita interiore, vissuta in un'atmosfera surreale, ma con
precisi richiami alla realtà. Il romanzo originale aveva delle scene splatter,
che sono state accuratamente tagliate dagli sceneggiatori Fulvio Ottaviano e
Francesco Ranieri Martinotti, pur mantenendo quella chiave un po' forte e cinica
che è tipica dell'autore.
Il personaggio di Marco è il tentativo di descrivere quello che, per luoghi
comuni si ritiene siano i giovani di oggi con dentro un senso di malessere e
disagio esistenziale, che vengono manifestati dalla malattia. Il viaggio in
India è in un certo senso la liberazione da tutte quelle costrizioni che tale
stereotipo sentirebbe dalla società che lo circonda. In questi luoghi si
respira in modo diverso, è un mondo dove la spiritualità è sentita più del
senso materiale che invece viene vissuto in occidente.
