THEN COMES THE SUN

 

1. Rainbow
2. Heaven out of hell
3. Dancing
4. Fever
5. Stranger
6. A little over zero
7. Time
8. Fairy girl
9. The window
10. Rock your soul
11. It is what it is
12. Simplicity
Rainbow bells
(ghost track)

                                       

Dopo il trionfo di Sanremo, dopo aver percorso l'Italia con un tour durato oltre quattro mesi, dopo settanta giorni trascorsi negli Stati Uniti ad incidere canzoni, Elisa torna a stupire il pubblico con un nuovo sorprendente album dal titolo "Then comes the sun".
Registrato tra agosto e settembre 2001, in California, tra Berkeley e Sausalito, "Then comes the sun" è nato sotto la guida creativa di Corrado Rustici, già produttore del primo album, che ha dato all'intero lavoro una dimensione produttiva di altissimo livello.
Elisa è cresciuta. Non è più solo la ragazza sconosciuta e impulsiva di "Pipes and Flowers" e nemmeno la razionale interprete di "Asile's world". L'artista ha scoperto una sua dimensione ed una forma "essenziale", scrive e compone con il cuore e con la consueta disarmante semplicità ha voglia di raccontarsi. 
Il disco nei negozi dal 9 novembre, è un lungo racconto fatto di esperienze di vita, di persone incontrate, di cambiamenti interiori, di sentimenti, di luoghi magici e profumi, ma anche e soprattutto di suoni che si fondono con le stupefacenti armonie di una delle più grandi voci del panorama musicale contemporaneo.

                                    

rainbow
è una canzone dedicata alla mia migliore amica. Parla di come la vita possa essere sorprendente e portarti avanti, e di come tutto quello che deve succedere succeda senza troppi sforzi.

heaven out of hell
è una canzone dedicate a mia madre. Non sono molto tenera, nella canzone, la esorto a non accontentarsi ma a rischiare un po’ di più.

dancing
è una canzone molto dura, perché parla dello scegliere di vivere un momento profondamente e di lasciarsi andare, consapevoli del fatto che è solo un momento, e che dopo non ci sarà più niente. E però avere voglia di perdersi completamente.

fever
questa è un po’ provocatoria. Parlo a questa persona che è un po’ fredda, calcolatrice, e che tende a incasellare le emozioni per tenerle sotto controllo.

stranger
la descrizione di un’infatuazione, di un ringraziamento a una persona che, seppure per un breve periodo, ti ha fatto vivere delle emozioni e delle sensazioni, e ti ha fatto scoprire anche qualcosa di te che non sapevi ci fosse.

a little over zero
anche Corrado Rustici ha attraversato un importante cambiamento nella sua vita, e ha voluto lavorare al testo di questa canzone, che avevo già inserito sul precedente album. È la sua visione delle cose, su un testo che mi rappresentava molto già qualche tempo fa.

time
è una colossale presa in giro, nel senso di non preoccuparsi troppo delle piccole cose, e del tempo che passa. Tanto lui è più furbo di te. Ti conviene fare altro.

fairy girl
questa è una descrizione di quando ero più piccola, sei o sette anni fa. Parla di quello che facevamo in quel momento, ed è anche superromantica. Sono ancora così, comunque.

the window
l’ho scritta a Roma a casa di un mio amico, durante una bella serata trascorsa su una terrazza, insieme agli amici. È venuta così, una canzone piccola, piccola.

rock your soul
è la canzone "maschile", dedicata a mio padre. È una canzone superpacifista, quasi fricchettona, sul desiderio di unione che è più forte di ogni altra cosa.

it is what it is
è una confessione di come mi sono sentita in un momento in cui ho lasciato la mia casa e sono andata via per un periodo. Quello che racconto è autobiografico.

simplicity
racchiude in una parola tutto il significato dell’album: semplicità, naturalità. È tutto qui.